30 prima dei 30. #19: Frittura di pesce…o no?

Adesso basta, ho già detto che non friggo e ripetuto che NON SOPPORTO IL PESCE, ed ecco che mi ricapita una ricetta che mi mette in difficoltà. Questo giro, però, mi ribello, e lo faccio in grande stile, proponendo sì un fritto, ma un fritto particolare, a base di tofu.

La ricetta, così come le foto di questo articolo non sono mie, ma di Elisabetta, del blog #IFeelBetta.

Perché ho scelto una ricetta così particolare?

  • perché trovo che TOFU FRITTO E IL TRAINING SEGRETO DI UN JEDI sia scritta con uno humor che scatena immediatamente il sorriso, cosa che, a mio parere di lettrice, caratterizza lo stile di Elisabetta.
  • la ricetta è semplice ma particolare, utilizza un ingrediente che sta prendendo piede, ma che ancora molti non conoscono.
  • mi dà l’occasione di condividere una ricetta vegan, che solitamente sono un po’ più complicate da fare, rispetto anche alle ricette vegetariane (per chi non è abituato, ingannarsi è un attimo!)
  • mi piacciono moltissimo le fotografie che fa Elisabetta, così luminose, ordinate ma spontanee; mi faceva piacere inondare della stessa luce il mio blog.

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30 prima dei 30. #18: Bucatini all’Amatriciana (student edition)

Così come la Carbonara, anche i bucatini all’amatriciana hanno una ricetta semplice ma ben precisa, che va seguita alla lettera. Il Comune di Amatrice ha emesso le Leggi Disciplinari di produzione della Salsa all’Amatriciana che disciplinano le quantità precise degli ingredienti e il procedimento da seguire non solo per il classico sugo all’Amatriciana, ma anche per il suo ‘fratello’ in bianco, il sugo alla Gricia.

Vi consiglio di seguire le indicazioni alla lettera, anche se so perfettamente che la maggior parte delle volte la tentazione è quella di preparare l’amatriciana così come si faceva ai tempi dell’università:

[Ingredienti per 2 persone]

  • spaghetti grossi [160 grammi]
  • pancetta affumicata a dadini [1 confezione]
  • passata di pomodoro [1 bottiglia da 750 millilitri]
  • cipolla affettata [1 cucchiaio]
  • pecorino grattugiato [quanto basta]
  • olio EVO [quanto basta]
  • sale [quanto basta]
  • pepe [quanto basta]

[Ricetta]

  1. Mettere a cuocere gli spaghetti in acqua bollente salata, mentre si cuociono (al dente!) preparare il sugo come segue.
  2. In un padellino, fare rosolare la cipolla in poco olio di oliva e aggiungere mezza bottiglia di passata di pomodoro. Aggiustare di sale e pepe.
  3. In un padellino a parte rosolare la pancetta per 5-10 minuti, poi unirla al pomodoro.
  4. Condire la pasta con il sugo e spolverare con pecorino grattugiato.

Ecco il risultato della nostra Amatriciana, preparata durante una cena fra amiche. Non abbiamo seguito la ricetta classica pedissequamente (abbiamo optato per quella universitaria) ma era comunque buonissima, soprattutto perché gustata con la giusta compagnia!

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30 prima dei 30. #17: Parmigiana di melanzane (versione light)

La parmigiana è una ricetta evergreen, appropriata in qualsiasi stagione e generalmente amata da tutti. Secondo il mio parere rientra di diritto in questa classifica, anche perché è un secondo ma non è né a base di carne né a base di pesce. In definitiva, è una bella idea per introdurre dei piatti vegetariani semplici, gustosi e sani nella nostra dieta, specialmente se decidiamo di prepararla nella sua versione light. Vediamo come procedere:

[Ingredienti per 2 persone]

  • melanzane [1 grossa]
  • mozzarella fiordilatte [2 da 125 grammi]
  • passata di pomodoro [1 bottiglia da 750 millilitri]
  • parmigiano grattugiato [quanto basta]
  • basilico [qualche foglia]
  • olio extra vergine di oliva [quanto basta]
  • sale [quanto basta]
  • pangrattato [quanto basta]

[Ricetta]

  1. Lavare le melanzane e tagliarle a rondelle sottili. Grigliarle oppure cuocerle in forno microonde sul piatto crisp. Condirle con sale e olio.
  2. Mettere in un piatto la passata di pomodoro e condirla con il basilico spezzettato, un filo di olio ed un pizzico di sale.
  3. Preparare la mozzarella tagliata a dadini.
  4. Passare all’assemblaggio della parmigiana: potete decidere di fare delle torrette monoporzione sovrapponendo le fette delle melanzane, oppure potete utilizzare una teglia come viene fatto nella versione classica. Partite da uno strato di melanzane, poi la passata, la mozzarella e una spolverata di parmigiano. Proseguite gli strati fino al bordo della teglia.

[Il consiglio in più]

Se volete creare una crosticina croccante, per l’ultimo strato utilizzate del pangrattato mescolato con alcuni cucchiai di formaggio grattugiato.

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30 prima dei 30. #16: Pesce al forno

Di tutte le ricette di pesce che potevano capitare, la ricetta del pesce al forno è quella che mi infastidisce di meno. Le volte che a casa è stato cucinato in questo modo non ero troppo infastidita dall’odore ed ho notato con piacere che la preparazione, specialmente in caso di pesci che non andavano puliti meticolosamente, è molto rapida e non richiede particolari interventi.

La Mamma solitamente riveste la teglia con carta di alluminio, dispone il pesce all’interno (molto spesso utilizza il persico) e lo ricopre di aromi in base a quello che abbiamo in casa (origano, olive, capperi, pomodorini freschi) poi chiude il cartoccio ed inforna per 15-20 minuti.

Se invece volete creare qualcosa di più particolare, vi consiglio di seguire anche questa volta i suggerimenti di Paola, del blog Primo non sprecare. Trovo che le sue Acciughe al forno con pomodori secchi siano interessanti per molti motivi:

  • è un piatto dai sapori mediterranei, molto semplice ma saporito insieme
  • hanno la comodità di una cottura lampo, il che dovrebbe evitare l’odore in casa
  • Paola ci spiega che richieste fare al pescivendolo per essere sicuri di avere meno lavoro da fare a casa
  • scopriamo da lei anche come preparare le acciughe una volta a casa, cosa non di certo scontata

Ed ecco il risultato, fotografato da Paola, che ringrazio per questo ennesimo ‘furto’ fatto alle pagine del suo blog:

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30 prima dei 30. #15: Lasagne

Le lasagne suscitano sempre un acceso dibattito tra i puristi del ripieno al ragù e i sostenitori di tutte le altre varianti. Alcune persone che conosco chiamano ‘lasagne’ le tagliatelle, figuriamoci la confusione. Io sono giunta ad una conclusione per quanto riguarda la nomenclatura: per me le lasagne sono quelle bolognesi, tradizionali, ripiene di ragù e besciamella. Tutti gli altri sono pasticci, così come li chiama la Nonna Chiara. Lei ne prepara di ogni tipologia, prevalentemente a base di verdure e formaggi. La ricetta del suo Pasticcio ai carciofi è deliziosa e va assolutamente provata.

Per le lasagne tradizionali, io invece procedo così, andando a occhio per le quantità:

[Ingredienti]

  • ragù [circa 500 grammi]
  • besciamella [circa 1 litro]
  • pasta all’uovo per lasagne [2 confezioni]
  • parmigiano grattugiato [100 grammi]

[Ricetta]

  1. Mescolare il ragù con la besciamella. La besciamella deve essere circa il doppio del ragù.
  2. Coprire il fondo di una teglia con il preparato di besciamella e ragù, poi coprire con uno strato di pasta per lasagne (la lascio cruda e lascio la besciamella un po’ liquida, in modo che cuocia la pasta durante la cottura in forno), poi di nuovo besciamella e ragù e una bella spolverata di parmigiano. Proseguire con gli strati, coprendo l’ultimo con una doppia o tripla razione di parmigiano in modo da fare una bella crosticina in cottura.
  3. Infornare a 180° per 30-35 minuti, facendo dorare bene la superficie.

[Il consiglio in più]

Se devo scegliere la caratteristica che preferisco delle lasagne, senza dubbi è la crosticina croccante e saporita che si viene a formare in superficie. Il mio consiglio è quello di non togliere le lasagne dal forno fino a quando non saranno veramente ben dorate.

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Pasticcio carciofi e gorgonzola fatto dalla Nonna Chiara.

30 prima dei 30. #14: Funghi trifolati

Sono sbalordita dal fatto che i funghi trifolati siano stati inseriti in questa classifica. In effetti, se penso alla ricetta fatta come si deve, utilizzando i funghi di bosco, la faccenda si complica dato che bisogna sapere come pulirli per non rovinarne il sapore. Io ho pensato che un trentenne disperato in preda ad una disperata voglia di funghi possa accontentarsi anche di semplici champignon, magari quelli che si trovano già tagliati a fettine nel reparto frutta&verdura del supermercato. Nel giro di una decina di minuti il contorno sarà pronto, una vera e propria ricetta s.o.s.!

[Ingredienti]

  • champignon tagliati a fette [1 confezione]
  • scalogno [1 pezzetto, nella ricetta originale si usa uno spicchio di aglio schiacciato]
  • prezzemolo tritato [1 cucchiaio]
  • olio extra vergine di oliva [2 cucchiai]
  • sale [quanto basta]

[Ricetta]

  1. Sciacquare velocemente i funghi sotto l’acqua corrente (fate finta che non ve l’abbia detto, i funghi non dovrebbero mai vedere l’acqua, ma è la cosa più veloce da fare per eliminare la terra).
  2. In un tegame, soffriggere lo scalogno (o l’aglio) nell’olio. Aggiungere i funghi e cuocere a fuoco moderato per una decina di minuti.
  3. Spegnere il fuoco e aggiungere il prezzemolo fresco (se proprio vi piace, a me sta abbastanza antipatico!).

[Il consiglio in più]

I funghi trifolati non sono solo un contorno veloce da preparare: possono essere un’ottima base per tartine, sughi per la pasta e preparazioni a base di carne.

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30 prima dei 30. #13: Risotto allo zafferano vs. Risotto al prosecco con cialdina di parmigiano

Questo giro ci troviamo di fronte ad un risotto, e finalmente ho la possibilità di parlare delle ricette preferite di Risi&Bisi, cioè le ricette a base di riso. Il riso allo zafferano è una preparazione che solo all’apparenza sembra facilissima, mentre nella sua versione più tradizionale prevede ingredienti non facilissimi da trovare, come il midollo di vitello. Pellegrino Artusi ci racconta addirittura tre versioni differenti di risotto alla milanese, che potete leggere qui, qui e qui.

Io invece resto fedele solo alla cromia, proponendo un’alternativa festosa con una lieve sfumatura gialla.

Se siete alla ricerca di qualcosa di originale per le feste, il risotto al prosecco potrebbe fare per voi. Trovo che questa ricetta sia ideale come base per una decorazione festiva (per esempio, una cialdina di parmigiano, dei chicchi di melograno, un foglietto di oro alimentare per le occasioni davvero speciali, come faceva Gualtiero Marchesi sul risotto allo zafferano, d’altronde!) e che sia un modo originale di portare in tavola le bollicine: non solo nel bicchiere ma anche nel piatto. I vostri ospiti rimarranno piacevolmente stupiti!

[Ingredienti a persona]

  • riso vialone nano [80 gr.]
  • scalogno tritato finemente [circa 1/2 cucchiaio]
  • brodo vegetale [circa 250 ml a porzione, più o meno 3 volte il peso del riso]
  • prosecco [q.b.]
  • burro [una noce]
  • olio e.v.o. [q.b.]
  • parmigiano grattugiato [un cucchiaio nel riso e un cucchiaio per la cialdina di parmigiano]

[Ricetta]

  1. Sulla carta da forno disponete un cucchiaio di grana e appiattitelo bene distribuendolo in un cerchio di spessore uniforme. Mettere in microonde alla massima potenza per 30 secondi, poi mettere la cialdina a raffreddare in frigo.
  2. Rosolare lo scalogno nell’olio, e mettere a scaldare il brodo in una casseruola a parte.
  3. Aggiungere il riso allo scalogno e farlo tostare. Sfumare con un bicchiere di prosecco.
  4. Aggiungere il brodo caldo a mestoli fino alla cottura del riso (circa 12-15 min). A cottura quasi ultimata ho aggiunto un altro bicchierino di prosecco per fare in modo che si sentisse bene il sapore.
  5. Una volta terminata la cottura, spegnete il fuoco, aggiungete il burro per mantecare. Coprire con un canovaccio pulito per 2-3 minuti e impiattare.
  6. Usare la cialdina come decorazione.

[Consigli per impiattare]

In un piatto fondo disporre un paio di mestoli di riso al centro, poi battere con la mano sotto al piatto. Il riso si deve distribuire a cerchio, in modo da ottenere una base omogenea per impiattamenti creativi (chicchi di melograno, foglia di oro alimentare, cialdina di parmigiano).

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30 prima dei 30. #12: Brodo

Diciamo la verità, le occasioni in cui si prepara il brodo fatto in casa non sono poi così frequenti a causa delle tempistiche non propio comode che implica la sua preparazione. Ammetto – mea culpa! – di utilizzare spesso il brodo di dado, perché proprio non riesco a rinunciare alla minestrina delle domeniche sera d’inverno, una vera coccola di famiglia. So che il dado non è tra gli ingredienti migliori da usare in cucina, ma cerco sempre di sceglierlo senza glutammato, a base di verdure e possibilmente biologico: non penso che sposti di molto l’asticella della qualità ma almeno so di averci provato e sono – quasi – a posto con la coscienza. A proposito di brodo, tra la lista delle ricette che vorrei provare c’è il dado fatto in casa, perché trovo che possa essere una bella idea per non rinunciare alla mia adorata minestrina e avere sotto controllo gli ingredienti che finiscono nel piatto. Prossimamente, spero di poter condividere una ricetta collaudata anche qui sul blog! Nel frattempo scopriamo come si fa il brodo di carne fatto per bene.

Per quanto riguarda il brodo di carne, quello buono, la Mamma utilizza due metodi differenti in caso voglia fare il brodo con un buon lesso oppure in caso voglia ottenere principalmente un buon brodo. Vediamo come fa:

Per avere un buon brodo e un buon lesso:

[Ingredienti]

  • cappello del prete (taglio di polpa di manzo) [1 chilogrammo]
  • carote pelate [2]
  • sedano [1 gambo]
  • porro [1 gambo]
  • acqua [quanto basta]

[Ricetta]

  1. In una pentola capiente o nella pentola a pressione mettere a bollire abbondante acqua con le verdure pulite. La quantità dell’acqua viene misurata ad occhio, tenendo presente che la carne dovrà essere completamente immersa e che nella pentola a pressione non dovrà superare la tacchetta di sicurezza indicata lungo le pareti della pentola, nemmeno dopo aver inserito la carne.
  2. Quando l’acqua è a bollore, inserire la carne e far bollire a fuoco lento. Più cuoce, più viene buono. Serviranno circa 2h con la pentola normale e 50 minuti/1 ora a partire dal fischio con la pentola a pressione.

 

Per avere un buon brodo e un pezzo di carne da macinare per preparare ottime polpette:

[Ingredienti]

  • taglio di polpa di manzo (lista o altro taglio meno pregiato per il brodo) [1 chilogrammo]
  • carote pelate [2]
  • sedano [1 gambo]
  • porro [1 gambo]
  • acqua [quanto basta]

[Ricetta]

  1. In una pentola capiente o nella pentola a pressione mettere a freddo abbondante acqua, le verdure pulite e la carne. Portare a bollore, poi abbassare il fuoco e lasciare bollire a fuoco lento. Per la quantità di acqua e i tempi di cottura, i riferimenti sono gli stessi della preparazione del lesso.

In entrambi i casi il sale va aggiunto solo al momento di cuocere la pastina, la Mamma conserva il brodo non salato e lo sala solo al momento dell’utilizzo.

[Il consiglio in più]

Se desiderate sgrassare il vostro brodo, raffreddatelo e mettetelo in frigo, oppure, per i mesi invernali, fuori dalla finestra ben chiuso nella pentola. Quando raggiungerà temperature basse si creerà una patina bianca che troverete galleggiare sopra il brodo e che potrete eliminare con una schiumarola o filtrando il brodo con un colino.

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Gli agnolini a Natale. Una poesia nel piatto.

30 prima dei 30. #11: Cotoletta o cordon bleu fatti in casa?

A casa nostra ci sono sempre state poche regole, ma certe. Ed è per questo che, quando la Mamma, entrata nella cucina nuova appena montata, ha dichiarato: ‘in questa casa non si frigge!’, abbiamo saputo con certezza che i tempi delle cotolette erano finiti. Non che prima le facessimo spesso, anche perché la sua politica ‘pochi fritti’ è sempre stata un modo per salvaguardare la nostra salute, più che per evitare l’odore in cucina. Ecco quindi una proposta alternativa, dei cordon bleu fatti in casa da cuocere al forno. La parte speciale sta nel ripieno, che consente di mantenerli morbidi all’interno mentre si crea la crosticina all’esterno. 

Vediamo come prepararli:

[Ingredienti]

  • petto di pollo a fette [500 grammi]
  • prosciutto cotto [100 grammi]
  • provola a fette [circa una decina di fette]
  • uovo sbattuto [1]
  • pangrattato [quanto basta]
  • sale [quanto basta]
  • pepe [quanto basta]
  • stuzzicadenti per chiudere i cordon bleu

[Ricetta]

  1. Per ciascun cordon bleu prendere due fettine di pollo e disporle sul tagliere. Eliminare eventuali nervature o grasso.
  2. Disporre su una fettina di pollo una fetta di prosciutto cotto e una di provola, chiudere con l’altra fettina di pollo e fissare con degli stuzzicadenti.
  3. Sbattere l’uovo e condirlo con sale e pepe.
  4. Immergere il cordon bleu nell’uovo e poi impanarlo con il pangrattato.
  5. Disporre tutti i cordon bleu su una placca da forno ricoperta di carta da forno.
  6. Infornare a 180° per circa 35-30 minuti, fino a che i cordon bleu non saranno ben dorati. Se possibile controllate che anche l’interno sia ben cotto, praticando un taglio dove c’è maggiore spessore. Togliete dal forno, salate e servite.

N.B. Per la cottura potete anche scegliere la frittura, come fareste per una normale cotoletta. I tempi di immersione nell’olio caldo potrebbero però allungarsi dato che il calore deve raggiungere bene il cuore del cordon bleu per una cottura perfetta.

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30 prima dei 30. #10: Carbonara

Ricetta numero 10, siamo ad un terzo del percorso e manca sempre meno ai miei 30. Anche la carbonara è legata ad uno dei ricordi di famiglia, ovvero a quella volta che Daniele è stato ufficialmente invitato per la prima volta a pranzo a casa nostra. Pensa che ti ripensa, la Mamma decide di preparargli una bella carbonara.

Peccato che:

a) la Mamma trovi esagerato utilizzare un tuorlo a persona
b) Daniele in quel periodo era vegetariano, quindi bisognava togliere il guanciale per la sua porzione
c) la Mamma, presa dalla situazione, ha stracotto l’uovo

Nemmeno a dirlo, il risultato finale nel piatto del malcapitato non era proprio il massimo. Questo ci insegna che:

a) se fate inviti, fate ricette che vi vengono bene sempre perché più sono le persone più è difficile cucinare bene, quindi piuttosto state sul semplice!
b) quando si decide di fare una ricetta è sempre opportuno seguire la ricetta tradizionale (sì, anche se è ricca di ingredienti!).
c) in cucina sono ammessi gli errori e sperimentare è d’obbligo (quasi) sempre. Ecco, magari non sperimentate quando fate inviti impegnativi. Per essere creativi in cucina bisogna essere rilassati e godersi il momento.

[N.d.A] Ovviamente da allora, l’episodio è ricordato in famiglia (e rinfacciato) come ‘quella volta che hai cercato di avvelenare Daniele’. 

Scopriamo insieme qual è la ricetta (più o meno) riconosciuta come l’originale, è ricca ma ne vale la pena!

[Ingredienti per 2 persone]

  • uovo [2 tuorli]
  • guanciale a striscioline [100 grammi]
  • pecorino grattugiato [50 grammi]
  • pasta (tonnarelli, bucatini, maccheroni) [200 grammi]
  • pepe nero [quanto basta]

 

[Ricetta]

  1. Far bollire l’acqua salata e cuocere la pasta.
  2. Mentre l’acqua bolle, mettere in un padellino il guanciale e fare soffriggere a fuoco lento.
  3. Amalgamare i tuorli con il pecorino, aggiungere un mestolo di acqua di cottura per creare una salsa densa. In questa fase è importante fare in modo che l’uovo non si cuocia e che mantenga la sua cremosità.
  4. Scolare la pasta e saltare in padella con la pancetta, poi unire il tutto nella ciotola con le uova.
  5. Impiattare e cospargere con il pepe nero macinato ed un po’ di pecorino.


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Carbonara che abbiamo gustato da ‘Pasta e Vino Come na Vorta’ a Trastevere. Più originale di così non si può!